Cattolico, romano, obbediente al mio Vescovo e al Papa. Contrario (non per fede, ma per laicissime convinzioni razionali) all'aborto e al riconoscimento delle unioni omosessuali, addirittura convinto che seppur con qualche limite l'8 per 1000 sia uno strumento valido di partecipazione, di "bilancio partecipativo".
Intento di questo post non è quello di convincere nessuno rispetto alle idee fin qui esposte, ne tanto meno quello di fare apostolato (un post non basterebbe a questi scopi).
Il mio intento è invece quello di sollecitare i fratelli di fede, che sono in Italia a partecipare al processo democratico che sta finalmente riprendendo nel nostro paese dopo le esperienze della resistenza e della costituente.
Ci tengo a precisare che si tratta esclusivamente di considerazioni e valutazioni personali che in qualsiasi momento potranno essere smentite, messe in discussione, rivedute.
Ci tengo a sottolineare come sia un cattolico a scrivere e non la Chiesa, perchè come diceva Giovannino Guareschi: quando la Chiesa sposa un partito chi ci guadagna è sempre il partito e chi ci perde è sempre la Chiesa.
E' storia la partecipazione dei cattolici alla resistenza ed è storia l'insostituibile contributo dei cattolici alla nascita della Repubblica e della Costituzione italiana.
Storia e patrimonio condiviso con gli italiani di ogni provenienza.
In quel contesto i laici cattolici (non posso non citare Alberto Marvelli, Gino Pistoni o Giorgio La Pira, ma se ne potrebbero citare tanti altri) intuirono l'urgenza dell'intervento e si gettarono anima e corpo contro il regime, convinti (convinzione illuminata dal Vangelo) della necessità, della bontà della via democratica.
Poco importavano i rischi oggettivi che la democrazia portava con se: e se avessero vinto i comunisti? e se davvero Stalin avesse fatto abbeverare i cavalli cosacchi nelle fontane di San Pietro?
Quegli uomini, quei cristiani (alcuni dei quali oggi chiamiamo Santi o Beati o Servi di Dio) capirono che la democrazia era un rischio che valeva la pena correre, per il bene dell'italia, degli italiani, dell'uomo.
Avevano ragione!
Ma ben presto, la struttura democratica che quei giganti avevano contribuito, non senza sacrifici, ad edificare, pur mantenendo il suo immutato valore, è stata traviata, manomessa, rinnegata dalla partitocrazia (una delle malebestie della democrazia secondo don Sturzo)
Purtroppo, è quasi inutile ricordarlo, in questo meno onorevole processo hanno avuto non poche responsabilità altri cattolici o pseudo tali, rifugiati all'ombra della balena bianca.
E siamo ad oggi.
La sovranità che i padri affidarono al popolo (art. 1) oggi è saldamente nelle mani dei partiti, anzi, peggio, di pochi leaders di partito.
Il parlamento pieno di nominati, fedeli a pochissimi benefattori, è svuotato di senso e l'Italia è affidata all'arbitrio di pochi che l'hanno consegnata ai poteri forti.
Fino a questo punto aveva senso per noi cattolici continuare a partecipare alla vita politica, senza nessuna speranza di incidere neppure minimamente, cercando di votare il meno peggio, chi si impegnava a tutelare i valori non negoziabili. Ma con quali risultati? Ci siamo turati il naso, abbiamo ingoiato rospi e qualche volta ci siamo voltati dall'altra parte.
Molti di noi hanno lavorato per il fallimento dei referendum radicali sulla legge 40, una legge che in qualche misura poteva essere considerata, se non giusta, almeno la meno ingiusta possibile...e con quali risultati? Nel giro di pochi anni un manipolo di sentenze e qualche linea guida ministeriale hanno completamente snaturato quella legge che avevamo considerato una conquista.
E poi? vogliamo parlare della Bossi-Fini? Dell'accoglienza che facciamo ai migranti? dei CPT? Della giustizia? Dell'acqua pubblica? dei tanti stupri ai danni della creazione?
Oggi ci si presenta una sfida nuova, una opportunità insperata, non priva di rischi, anche seri. E' la democrazia di domani.
La storia va in quella direzione e noi dobbiamo saper leggere questo segno dei tempi, valutarlo per poter insaporire di Vangelo questi nostri giorni.
Credo che fra 50 anni i nostri figli guarderanno alla rivoluzione culturale incarnata dal Movimento 5 Stelle e non potranno che valutarla positivamente.
L'idea del valore dell'uomo, del singolo che senza mediazione esprime la sua volontà, la sua opinione, che non delega (o delega il meno possibile) ma si assume in prima persona la responsabilità delle sue scelte.
E' una sfida per noi che siamo minoranza, è una sfida educativa che ci deve caricare di responsabilità, ma una sfida che dobbiamo saper accogliere.
La sfida di promuovere in prima persona, direttamente quei valori che finora abbiamo affidato a pochi. E' il futuro! E' il presente! O dentro o fuori!
Silenziati da un "non expedit" pronunciato dalla Storia e non da un Papa, riprendiamoci le nostre responsabilità.Nel '48 Pio XII fece uscire le suore di clausura dai conventi perchè potessero votare e partecipare. Non aspettiamo che i Papi ci ricordino ancora una volta il nostro dovere.
In questo momento il M5S ha una connotazione sinistrorsa e radicale (senza offesa per nessuno!), basta guardare i nomi usciti dalle quirinarie per rendersene conto. In quella competizione, consultazione, i cattolici semplicemente non c'erano, non hanno partecipato, sono rimasti in silenzio.
Io credo che quel genere di competizione, che ci piaccia o no sia il futuro, tanto vale buttarcisi il prima possibile.
Diversi "laici" all'interno del movimento hanno sentito (leggittimanente) il bisogno di coalizzarsi, di unirsi per promuovere i cosiddetti "diritti civili" anche quelli che a me, e non solo a me non sembrano tanto indiscutibili. Bravi i "Laici"!
E i cattolici? Alle prossime elezioni del Capo dello Stato saremo in grado di proporre uno o più nomi di spessore o lasceremo ancora decidere Berlusconi al posto nostro? Saremo in grado di portare le nostre ragioni in questo nuovo vento democratico o resteremo chiusi nelle sagrestie e nelle segreterie di partiti vecchi e maleodoranti?
Il M5S è un contenitore come lo furono la Repubblica e la Costituzione! E' un contenitore che funziona e non può non funzionare!
Decidiamoci!
Sta a noi mettere nel contenitore più Vangelo possibile!
Enrico Giuranno, Casarano (Lecce)


