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domenica 11 agosto 2013

Dell'ingiustizia fatta legge e della sentenza venuta dalla valigia!

Mettiamo il caso che un parlamento, magari eletto democraticamente, promulghi una legge ingiusta. Esempi ce ne sono, non mi sembra necessario richiamarvene uno in particolare alla memoria.
Del resto se io da solo posso sbagliare, e questa bella libertà è donata agli altri, perchè non possono sbagliare in molti? E se posso sbagliare io e possono sbagliare in molti, perchè non potrebbe sbagliare la maggioranza?
Con questo non si può dire (o almeno non lo voglio dire io) che la democrazia sia negativa. Al massimo posso dire che va costruita, responsabilizzata, illuminata (dalla ragione, dalla fede, da chessòio...)

Come va formata la coscienza del singolo, la sua personalità, così forse andrebbe formata la coscienza di un popolo.
In passato era stato questo un compito della Chiesa, ma la democrazia ancora non c'era, poi i regimi, forse è stato un compito svolto in qualche misura anche dalla scuola o da altre agenzie educative.
Da oltre un paio di generazioni, questo importante compito, questa responsabilità così grande è assolta dalla televisione che, conscia del suo ruolo magistrale, non si tira indietro di fronte all'ardua sfida.
Non è raro sentire ad ogni ora del giorno soubrette, cantanti, attricette, uomini pistola e donne cannone, clown e spogliarelliste che sentenziano di vita, di morte, di calcio, di Dio o moda, di miracoli, di animali, di bene comune, di famiglia, sesso, bene, male, amicizia e quant'altro, come se tutto fosse uguale.

Il compito resterebbe incompiuto se questo esercito di "opinioinisti" (come sono stati battezzati coloro che senza nessuna competenza parlano di tutto) predicassero soltanto senza mettere in pratica il loro verbo, e così, con parole e opere strettamente connesse, si sobbarcano il pesante fardello dell'educazione e della formazione delle coscienze dei giovani.
I genitori, cresciuti con gli stessi pedagoghi, non possono rendersi conto di che sorta di balia si occupi dei loro figli, sono anzi rassicurati dal riconoscere il lei, la loro stessa beneamata educatrice.

Sta di fatto che, come sbaglio io, può sbagliare la maggioranza e allora si può anche pensare che un parlamento si sbagli e una ingiustizia diventi legge (e non per ripetermi, ma gli esempi non mancano). Se questo è possibile, pensate ad una ingiustizia fatta legge, che preveda di uccidere qualcuno, una categoria di persone, una famiglia, una razza, un insieme qualunque di uomini o anche un solo singolo uomo. La storia la conoscete, scegliete voi il precedente che più vi aggrada (anche qui gli esempi non mancano).
In un contesto come questo, dove la maggioranza decide democraticamente la legittimità o addirittura la necessità di una o più uccisioni, di coloro che forse neppure sono considerati uomini (vedi ancora innumerevoli precedenti), in un contesto come questo, dicevo, cosa resta da fare a chi crede nell'umanità, nella dignità, nella vita di tutti e per tutti? Può almeno in una società democratica esprimere il suo dissenso? il suo orrore per una simile degenerazione? o il buon senso (per dirla con Manzoni) c'è e deve restare ancora nascosto per paura del senso comune?

Mettiamo ancora, perdonate se abuso della vostra pazienza, mettiamo che in parlamento, l'ingiustizia venga promulgata solo con un compromesso e si dica che sì, è legittimo ammazzare quell'uomo, ma non è incoraggiabile e si può fare solo se il soggetto ha già compiuto (che ne so?) 18 anni?
Qualcuno di quelli che prima erano inorriditi, dopo aver strappato questo risultato storico esulterà, difenderà le sue conquiste e forse sarà in pace con la sua coscienza. Beato lui!
Ci sarà di sicuro chi sarà indispettito da un limite così ampio alla soppressione del soggetto preso precedentemente in considerazione, ma forse ci sarà anche chi era inorridito precedentemente e resta inorridito dopo lo storico compromesso.
"ma come?- dirà - si può ammazzare, ma con dei limiti?"
Vuol dire che non è più male? che questo comportamento, questa ingiustizia fatta legge, viene legittimata con un compromesso anche da quelli che ne intuiscono la dannosità? Se non esiste più il male, perchè la ballerinaha detto così, se uccidere quell'uomo non un male, perchè il dottore laureato a pieni polmoni, ha detto durante il talk show, in 3 minuti e senza contraddittorio che in fondo quello non è neppure un uomo.
Allora cosa resta da fare?
Si può provare con la ragione a spiegare, si può studiare la medicina, la biologia e la morale per rispondere al medico, ci si può iscrivere al corso di ballo latino per rispondere alla ballerina, ma poi se per 30 anni, tutti continuano contenti, fra un trenino sulle note di Brigitte Bardot e una fiction su Padre Pio a compiacersi della bella e santa ingiustizia fatta legge, nessuno nota più il problema.
Chi ancora lo solleva, viene chiamato medioevale, retrogrado.
"Oggi per fortuna abbiamo altro a cui pensare" dice il domatore di conigli.
Quello lì, quel coso (non si chiama più uomo) si può rimuovere (uccidere o ammazzare sono termini barbari, mentre noi siamo una civiltà evoluta o almeno così ha detto il cantante del piano-bar) "si può rimuovere" senza problemi.

E chi non la pensa così è un antidemocratico, un tiranno, un terrorista,
sì "un terrorista!" così lo ha chiamato la contorsionista chiusa nella valigia.

 

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